Startup solo per uomini? 3 imprenditrici che dicono il contrario

Le startup guidate da imprenditrici, in Italia, sono appena il 13% del totale: lo rivela Il Sole 24 Ore. Vuol dire che è un mondo per soli uomini? No, ovviamente.

Non è un Paese per imprenditrici: può risultare trita e ritrita come frase, ma è la realtà dei fatti. A rivelarlo è il Sole 24 Ore: le startup innovative al femminile, secondo i dati elaborati da Infocamere, si fermano al 13,1% del totale. Per essere precisi: 670 imprese su 5.111. Troppo poco.

Certo, l’Italia sconta un ambiente poco favorevole per tutti i neo-imprenditori: secondo l’indice Gedi (Global Entrepreneurship and Development Institute), il nostro si ferma al 30esimo posto tra i Paesi più accoglienti al mondo per gli imprenditori, ottenendo un punteggio appena sufficiente (51,4). Per fare un confronto, basti dire che gli Stati Uniti, al primo posto, hanno ottenuto una valutazione di 81,9.

Ma la situazione, per le neo imprenditrici, potrebbe essere ancora meno rosea:

“La nostra percezione” ha spiegato la venture capitalist Diana Saraceni al Sole, “è che il numero ufficiale risenta di una definizione troppo generosa di startup innovativa. In realtà la percentuale di startup al femminile è più vicina al 7-8%”.

Non è il caso di arrendersi, ovviamente, né di fasciarsi la testa. Ecco perché abbiamo raccolto tre storie di successo, con altrettanti insegnamenti. Inutile dire che si tratta di donne e imprenditrici.

3 imprenditrici e il segreto del loro successo

“Non lasciarti spaventare da ciò che non sai: potrebbe infatti diventare la tua più grande forza. In questo modo, potrai fare le cose in maniera completamente diversa da chiunque altro”.

A parlare è Sara Blakely (in foto), una delle più ricche self-made woman d’America: all’età di 44 anni, possiede una fortuna stimata in circa un miliardo di dollari, grazie a Spanx, linea di abbigliamento intimo da lei creata.

“La differenza tra una persona di successo e tutti gli altri è la quantità di tempo speso a piangersi addosso”.

Questa invece è Barbara Corcoran, fondatrice di una delle aziende immobiliari più popolari di New York, The Corcoran Group: quando nel 1973 avviò l’azienda, aveva a disposizione appena mille dollari di finanziamenti. Quando ha venduto, nel 2001, la sua attività è stata valutata per 66 milioni di dollari.

“Il lavoro che darà veramente un senso alla tua vita non avrà nulla a che vedere con i soldi: se hai una vera passione per un settore, troverai istintivamente il modo di alimentare la tua motivazione”.

Nel 1984, Eileen Fisher ha fondato la sua linea di abbigliamento omonima, dimostrando lungimiranza: la particolarità del suo prodotto, infatti, era ed è l’attenzione all’eco-sostenibilità, argomento tanto in voga al giorno d’oggi. Attualmente, Eileen impiega più di mille persone in circa 60 negozi in tutti gli Stati Uniti.

Fonte: http://www.entrepreneur.com/slideshow/247554

(Photo Credit: Gillian Zoe Segal)

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