Quanto costa un sito web? Fase I: Sviluppo e manutenzione

Quanto costa un sito web? La fase di sviluppo, la grafica, le varie funzionalità, la manutenzione: sono tutti aspetti da considerare attentamente. Prima di entrare nel merito, permettete una citazione, molto gettonata tra professionisti e freelance. Dice più o meno così:

“Se pensate che un professionista vi costi troppo, aspettate di vedere quanto vi costerà un dilettante.

Investire su Internet è diventata una pratica diffusa, anche in Italia. Gli ultimi dati Istat rivelano che quasi il 70% delle aziende italiane ha un sito web (anno di riferimento: 2015). Tra il 2009 e il 2015, il numero di imprese che vende online al dettaglio è aumentato del 151,6% (dati Unioncamere).

La concorrenza è forte. In alcuni casi, spietata. È finito il tempo dell’improvvisazione. Spendere 200 euro per un sito amatoriale, vuol dire sprecarli. Rivolgersi a dei professionisti, anche se costerà sicuramente di più, vi aiuterà a guadagnare visibilità e clienti.

Cerchiamo di farci innanzitutto un’idea di quali sono i servizi di cui abbiamo bisogno, per poi passare a un calcolo approssimativo della spesa.

Quanto costa un sito web: voci di spesa

Hosting

Si definisce hosting, il servizio di collocazione delle pagine del nostro sito web su un server. Immaginiamo un negozio fisico: l’hosting sarà il locale in cui avvieremo la nostra attività. Senza hosting sarà impossibile trovarvi: immaginate un negozio che non ha un indirizzo! I costi del servizio sono variabili, in base al numero di elementi richiesti: email, database online, quantità di traffico generato, filtri antispam e antivirus, server dedicato o condiviso.

Sviluppo

I costi per lo sviluppo effettivo del progetto, dipendono dal tipo di sito che desideriamo creare. Per sito Internet statico intendiamo una o più pagine web sviluppate in html/javascript/css: sono poco flessibili, per essere aggiornati richiedono interventi specialistici sul codice utilizzato e l’utente può semplicemente scorrere le informazioni presenti sul sito, senza poter intervenire attivamente. Per sito Internet dinamico, invece, intendiamo più pagine web aggiornabili a seconda delle esigenze del committente, attraverso un comune programma di gestione dei contenuti (CMS). È completamente personalizzabile, anche da chi non è un tecnico. L’interfaccia di modifica è spesso intuitiva e facile da utilizzare e consente un’interazione maggiore con l’utente finale. Tra sito web statico e dinamico esiste un’evidente discrepanza di costi.

Grafica

Accanto ai semplici costi di sviluppo tecnico, vanno affiancati gli investimenti necessari per lo sviluppo grafico del progetto. Avete mai sentito parlare di immagine coordinata? Per comunicare efficacemente, un’azienda ha bisogno di creare una sorta di coerenza espressiva nei propri contenuti visuali. Il brand, i colori, i caratteri tipografici, l’impaginazione dei contenuti, l’intestazione, l’impostazione grafica e contenutistica: tutti questi elementi devono essere in armonia tra loro.

Abbiamo sentito spesso parlare di siti web “vetrina”, forse è una definizione sorpassata. Una vetrina presuppone la sola visione, ma oggi c’è molto di più. Il nostro utente navigando vive una vera e propria esperienza, si parla infatti di user experience. L’utente è più simile a un ospite, dobbiamo saper accoglierlo, mostrargli la nostra attività o i nostri prodotti e l’ambiente in cui questa esperienza si concretizza è importante. Un’interfaccia grafica studiata per essere bella, accogliente e facilmente fruibile, può fare la differenza e far sì che il nostro ospite si faccia una buona idea di noi e magari torni a trovarci in futuro.

Manutenzione e aggiornamento

Se conoscete anche in maniera basilare la SEO sapete bene che gli algoritmi di ricerca sono in costante aggiornamento. Ad aprile 2015, uno dei principali aggiornamenti di Google è stato chiamato Mobilegeddon. Da quel momento in poi, l’indicizzazione dei contenuti web ha tenuto fortemente in conto l’ottimizzati per la visualizzazione su smartphone. Chi non era pronto, era destinato a sparire. E questo è solo uno dei numerosi casi in cui un sito web richiede manutenzione e aggiornamento. Possono presentarsi problemi di sicurezza. Può succedere che le caratteristiche e le esigenze iniziali del progetto cambino nel corso del tempo, richiedendo adattamenti. Può accadere che la crescita del traffico verso il sito aumenti in maniera esponenziale, richiedendo un adeguamento del server. In tutti questi casi, sarà necessario l’intervento di un tecnico specializzato.

Quanto costa un sito web: una stima

I costi effettivi, come potete immaginare, possono essere molto variabili. Considerate che non abbiamo ancora vagliato la possibilità di integrare un ecommerce o l’utilità di contattare dei professionisti per la gestione dei contenuti per blog e canali social aziendali (argomenti su cui ci soffermeremo a breve, nei prossimi capitoli). Vediamo una stima indicativa:

Hosting. 100-150 euro annuali

Sviluppo sito statico. 1.500/4.000 euro

Sviluppo sito dinamico. 2.500/5.000 euro

Creazione immagine coordinata. 1.500/3.000 euro

Manutenzione ordinaria e straordinaria. 20/30 euro l’ora

Le cifre possono spaventare, è vero. Però un investimento di qualità porterà un ritorno sul medio/lungo periodo che è difficilmente ottenibile su altri canali promozionali. Il web è una miniera di possibilità: bisogna però essere pronti ad accettare la sfida, mettersi in gioco. Facciamolo insieme.

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