Quanto costa aprire un negozio online? Funzionalità e costi

Abbiamo visto quanto costa lo sviluppo di un sito web. Oggi passiamo allo step successivo: quanto costa aprire un negozio online?

Il commercio elettronico si sta finalmente diffondendo anche in Italia. Nel 2015, le vendite sono cresciute del 19% e nei primi mesi di quest’anno è stato registrato un incremento del 17%. E le prospettive future sembrano altrettanto positive. Il canale delle vendite online rappresenta una buona opportunità anche per piccole e medie realtà imprenditoriali: il successo nel commercio elettronico, però, non è mai frutto di improvvisazione. Occorre affiancarsi a professionisti del settore, che siano in grado di sviluppare e aggiornare un sistema di acquisti accattivante, sicuro e intuitivo.

Partiamo da una distinzione basilare, che presuppone una scelta di fondo: marketplace o ecommerce?

Marketplace vs. Ecommerce

I marketplace sono dei siti di ecommerce generalisti, dove il rivenditore può aprire un profilo con limitate possibilità di personalizzazione e gestione. Lì può vendere i propri prodotti senza occuparsi di una serie di aspetti tecnici importanti (pagamenti, spedizione, servizi di reso, sicurezza, etc.). I più comuni marketplace sono eBay e Amazon.

Può sembrare una buona soluzione per chi muove sta muovendo i primi passi, ma non ha i mezzi per andare avanti da solo. Ci sono però degli svantaggi di cui tener conto.

Innanzitutto le fee: il marketplace guadagna una percentuale su ogni transazione economica effettuata. Una commissione, che può essere più o meno elevata a seconda dei casi. In un ecommerce proprietario il problema non si pone: una volta ammortizzati i costi iniziali, il gestore non sarà più vincolato alle commissioni.

C’è poi un ragionamento strategico da fare. Se l’obiettivo è quello di farsi conoscere, creare fidelizzazione con il cliente, avere un peso nel settore di riferimento in cui si sta cercando di emergere, allora è decisamente meglio aprire un sito di ecommerce dedicato. All’interno di un marketplace, i prodotti rischiano infatti di diventare anonimi.

Esiste anche una forma ibrida. È possibile infatti esportare i propri prodotti verso un marketplace: dopo aver creato la mia piattaforma ecommerce dedicata, posso cioè decidere di esportarli verso siti web più noti come Amazon ed eBay. Un buon compromesso, anche in termini promozionali.

Quanto costa aprire un negozio online: voci di spesa

Cerchiamo adesso di orientarci nella costruzione di un sito di ecommerce affidabile, sicuro e accattivante per tutti i potenziali clienti. Ecco tutti gli strumenti necessari.

Catalogo

Proprio come un negozio fisico, anche un negozio online ha bisogno di una vetrina, in cui esporre i prodotti più interessanti, e di una serie di scaffali dove immagazzinare tutto il materiale disponibile.

La prima caratteristica di un buon catalogo online è la semplicità di navigazione. È necessario inoltre che sia accattivante, invogliando i potenziali clienti all’acquisto. Per ottenere questi risultati, bisogna tener conto di due elementi essenziali.

Foto

Per aprire un negozio online avrai bisogno di fotografie dal forte impatto emotivo per esprimere i valori del brand e la filosofia aziendale. Questo tipo di foto ritraggono scene di vita quotidiana, paesaggi, ambienti indoor. Le immagini possono essere acquistate presso fornitori specializzati online (Fotolia, iStock, Shutterstock, 123RF e così via). Avrai bisogno di foto che ritraggono te e il tuo team, la vita in azienda, etc. Così come avrai necessità di modelli che indossano o utilizzano i prodotti nella vita quotidiana. Ti occorreranno infine immagini che ritraggono gli oggetti da ogni angolatura necessaria.

Descrizione prodotti

La descrizione dei prodotti rientra nella più ampia categoria del content management. Un buon posizionamento SEO richiede descrizioni originali, puntuali e accattivanti. Ci soffermeremo sull’argomento nell’appuntamento successivo sui costi dei siti web, dedicato proprio al content management.

Gestionale desktop

Un tool essenziale per chi avvia un’attività online, ma ha anche un negozio fisico, è un gestionale desktop. Si tratta di un software in grado di sincronizzare le scorte del negozio reale con quelle del negozio virtuale. L’obiettivo è di avere sotto controllo il magazzino, per soddisfare al meglio le esigenze di tutti i clienti.

Gestione account e login

Un software di ecommerce management efficace è innanzitutto in grado di gestire gli account degli utenti e il login/logout dalla pagina. Per evitare problemi, è necessario che il software sappia di riconoscere i diversi clienti in maniera univoca. Sicurezza e affidabilità sono dei must per gli ecommerce di successo: è fondamentale che i dati dei clienti siano protetti adeguatamente.

Pagamento

La sicurezza diventa ancora più importante nella gestione dei pagamenti e degli acquisti. Il cliente vuole essere sicuro di non imbattersi in truffe. Un problema particolarmente sentito dall’utente italiano. Un sistema di gestione ecommerce efficace prevede almeno questi tre elementi.

  • Carrello. Il classico carrello della spesa elettronica, a cui ormai siamo abituati: l’interfaccia deve essere chiara e semplice, consentendo di inserire o togliere i diversi prodotti senza passaggi complicati.
  • Gestione ordini e resi. Il software implementato deve gestire correttamente gli ordini in arrivo, evaderli e archiviarli automaticamente. Deve poi consentire l’aggiunta di annotazioni e la stampa degli ordini, singolarmente o in elenco. Senza dimenticare una gestione dei resi semplice e trasparente.
  • Servi di pagamento online. Il primo passo è scegliere uno o più sistemi di pagamento: paypal, carte prepagate, circuiti di carte di credito, contrassegno, bonifico, e così via. Bisogna poi prevedere con quante e quali valute sarà possibile pagare (euro, dollari, bitcoin). L’implementazione dei diversi servizi avrà costi diversi, a seconda delle modalità selezionate.
Recensioni

All’interno del sistema di ecommerce è necessario prevedere un sistema per la valutazione dei prodotti. Che siano le classiche stelline oppure delle recensioni più articolate, sono ormai praticamente impossibili da escludere.

Secondo uno studio recente, tra i fattori che stimolano l’acquisto online da parte dei consumatori italiani, c’è la possibilità di leggere le recensioni degli altri utenti. Si tratta dell’81,19% del campione. Chi fa shopping online legge praticamente sempre recensioni su prodotti e servizi (un’abitudine del 90% del campione).

Anche in questo caso, per evitare abusi, è necessario investire su sicurezza e autenticità dei profili.

Mobile

Sapevate che l’Italia è tra i Paesi leader del mobile commerce? Le ultime statistiche rivelano un settore in crescita. Nel 2016, la percentuale di utenti mobile ad aver effettuato almeno un acquisto da smartphone/tablet è stata del 69%, in crescita di 8 punti percentuali rispetto all’anno precedente. La media europea è al 66%.

Il vostro sito di ecommerce è ottimizzato per il mobile? È necessaria la creazione di un’app dedicata? Approfondiremo questi e altri aspetti in un post successivo.

Quanto costa aprire un negozio online: una stima

I costi effettivi, come potete immaginare, possono essere molto variabili, in base alla quantità e alla qualità delle funzioni implementate e alle dimensioni del catalogo e del database. Vediamo una stima indicativa:

  • Hosting: 300-500 euro annuali
  • Ecommerce: funzioni minime. 1.500 euro
  • Ecommerce: funzioni aggiuntive. 3.000/5.000 euro
  • Creazione immagine coordinata: 1.500/3.000 euro
  • Manutenzione ordinaria e straordinaria: 20/30 euro l’ora

Le cifre possono spaventare, è vero. Aprire un negozio online accattivante e di qualità porterà però un ritorno sul medio/lungo periodo che l’approssimazione e il fai da te non garantiranno. Il web è una miniera di possibilità: bisogna però essere pronti ad accettare la sfida, mettersi in gioco. Facciamolo insieme.

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Foto: Tech in Asia

(Aprire un negozio online)