La creatività secondo Google: come migliorarla in 3 step

La creatività spesso è vista come una sorta di magia: un lampo, un’illuminazione, un’ispirazione divina che colpisce in modi e tempi inaspettati, senza preavviso. Non è così. Soprattutto quando si parla di innovazione in azienda, alcuni studi dimostrano che la creatività è un processo analitico e strutturato, che si utilizza per individuare nuovi prodotti, idee, servizi e procedure, in un contesto individuale o in team. Un’idea di creatività a cui siamo poco abituati, ma che diventa essenziale per chi vuole sviluppare questo che è un vero e proprio muscolo e che va quindi continuamente allenato.

Con l’aiuto di Google, vediamo in che modo è possibile costruire un ambiente creativo che funzioni e produca veramente innovazione.

Quanto conta un leader

È facile pensare che un contesto creativo non abbia bisogno di una direzione, di manager, di capi: un brainstorming lo immaginiamo sempre come uno spazio anarchico, senza direttive, in cui si va avanti un po’ come si vuole. In realtà, Google ha capito che non è così – dopo aver commesso per anni questo errore: pensare che non ci sia bisogno di un leader può addirittura distruggere la creatività.

In particolare, a Mountain View hanno imparato che ci sono otto caratteristiche che rendono un leader efficace, correlate positivamente con la creatività dei dipendenti. Eccole:

Leader in creatività

Abbattere i pregiudizi

Per fare innovazione bisogna mettere insieme tante teste diverse e vedere cosa ne esce fuori? Forse, ma la realtà non è così semplice. Sembra quasi logico: persone con cultura, background ed esperienze diverse, si mettono insieme e provano a partorire progetti e idee creative; ne uscirà sicuramente qualcosa di buono, no? No. Questo schema non tiene infatti sufficientemente conto dei pregiudizi che ognuno di noi porta con sé. È vero che la diversità può portare a un miglioramento della creatività, ma può anche condurre facilmente a conflitti e incomprensioni. La diversità, e il pregiudizio che ne consegue, può addirittura intralciare il processo creativo: per esempio, un leader poco giudizioso potrebbe essere portato a scartare un’ottima idea solo perché viene da una determinata persona.

Per far “fruttificare” la diversità è necessario comprendere e contrastare i propri pregiudizi inconsci. Google ha sviluppato una serie di programmi di unbiasing, che aiutano proprio in questo. Sono disponibili al link: https://rework.withgoogle.com/subjects/unbiasing/

Dinamiche di gruppo

Non è tanto chi fa parte di un gruppo a determinarne la creatività, quanto piuttosto cosa fa chi è dentro il gruppo. Soprattutto è importante saper interagire con gli altri all’interno del team. In particolare, Google ha identificato 5 dinamiche che permettono a un team di avere successo. Eccole:

La creatività e le dinamiche di gruppo

Tra tutte, la più importante è la ‘psychological safety’, che potremmo tradurre come tranquillità psicologica: la consapevolezza, cioè, di non venire mai giudicati per quello che si dice, si chiede o si propone all’interno del gruppo. “Noi tutti”, scrivono da Google, “siamo riluttanti nel mettere in atto comportamenti che possano influenzare negativamente la percezione degli altri sule nostre competenze, la nostra consapevolezza e il nostro valore”. Questo atteggiamento è un ostacolo alla produttività generale di un dipendente, ma influenza soprattutto la sua creatività: chi non si sentirà giudicato, avrà più chance di lavorare meglio e di produrre idee migliori.

(Photo Credit: Amanda Hirsch on Flickr)

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