Facebook blocca il clickbait: penalizzate le pagine che lo utilizzano

Facebook interviene ancora sull’algoritmo e premia sempre di più la qualità: penalizzato il cosiddetto clickbait.

Di cosa parliamo quando parliamo di clickbait? Sicuramente, sulla bacheca di Facebook, avrete visto dei post condivisi da giornali, partiti, movimenti e simili, che avevano un tono simile a questo:

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Tutti con link a seguire, che rimandano a contenuti spesso deludenti e che non corrispondono al tono sensazionalistico presentato su Facebook. Questo modo esasperato e “shoccante” di dare le notizie viene definito in gergo clickbait, letteralmente esca per i click, dal momento che inducono l’utente a cliccare sui contenuti offerti.

È una tecnica che a lungo andare si rivela dannosa per il brand stesso, oltre che seccante e fastidiosa per gli utenti. Per questo, Facebook sta correndo ai ripari e con una modifica dell’algoritmo punta a penalizzare pagine e profili che vi ricorrono.

“Le News Feed degli utenti”, scrivono da Facebook, “comincerà a considerare due fattori: la possibilità che un utente voglia vedere un post all’inizio della propria bacheca e la possibilità che lo stesso utente cliccherà ‘mi piace’, commenterà o condividerà la storia”.

I due fattori saranno sempre più complementari: se un post attira tanti click, ma poche condivisioni, probabilmente vedrà calare la propria visibilità in bacheca. Se un contenuto annoia o stanca o non è considerato di valore dagli utenti, verrà penalizzato.

Nello specifico, sul clickbait Facebook non lascia spazio a dubbi:

“In linea di massima, le Pagine Fan dovrebbero evitare di incoraggiare le persone ad agire in un determinato modo (come per esempio quando si incoraggiano tanti click), perché ciò causerà solo un temporaneo picco nelle metriche della pagina, che sarà ricompensato da un corrispondente calo del ranking nel lungo periodo”.

In sostanza, meglio lavorare sul lungo periodo con utenti che apprezzano davvero i tuoi contenuti, che sul brevissimo periodo con clickbait e tecniche simili, che possono attirare le ire di Facebook e dei suoi utenti.

Per approfondire: Come funziona il News Feed di Facebook, spiegato da chi ci lavora

(Photo Credit: thomas lapperre on Flickr)

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