Facebook ads: come fare una pubblicità che spacca in 5 mosse

Facebook ads, ovvero: inserzioni pubblicitarie sul social network più utilizzato al mondo. Un’ottima strada per farsi conoscere e proporre prodotti, sconti esclusivi, servizi e contenuti. Si tratta di uno strumento estremamente preciso, che permette forme di targetizzazione inconcepibili fino a pochi anni fa. Bisogna, però, saperlo utilizzare con cura e professionalità.

Ecco alcune dritte.

1. Usa i video

Video, video, video: utilizzare i video (anche) per i Facebook ads è un’opportunità unica per mostrare i contenuti della propria pagina a tante persone con un investimento relativamente contenuto. Questo è particolarmente vero oggi, nel momento in cui i vertici del social stanno puntando tutto sui contenuti multimediali (e quante volte ne abbiamo parlato?).

Il consiglio in più è di cercare di catturare l’attenzione degli utenti in maniera immediata e fulminante, con video che non siano più lunghi di 25 secondi. Occhio anche all’anteprima che viene visualizzata: un altro strumento per attrarre lo sguardo degli spettatori.

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2. Usa Facebook pixel (e occhio agli aggiornamenti)

Pixel è quella serie di strumenti implementati dal social network per monitorare e perfezionare i propri Facebook ads. Serve essenzialmente per eseguire il remarketing dei visitatori, nonché per ottimizzare le inserzioni in base al più alto tasso di conversione. Ci sono anche dei tool specifici che permettono il monitoraggio preciso del numero di visualizzazioni di un video promozionale (l’installazione può risultare un po’ complicata: se hai problemi, contattaci).

Pixel è uno strumento che richiede cura e attenzione: occhio soprattutto agli aggiornamenti più importanti (tipo questo).

3. Pixel va bene, ma non basta

Eh già, perché serve anche Google analytics. In particolare, si consiglia di creare dei link “personalizzati” per ogni tipo particolare di Facebook ads creato e condiviso: in questo modo, è possibile monitorare esattamente quale funziona di più e capire il comportamento degli utenti una volta giunti sul sito web. Per personalizzare i link, si può utilizzare lo strumento di creazione URL messo a disposizione da Google. O si possono sfruttare i servizi di link shortening (abbreviazione di URL), come bit.ly.

4. Testa il testo

Pardon per il gioco di parole: oltre a valutare l’efficacia del video realizzato, occorre testare il testo, capire cioè l’efficacia del lavoro di copywriting effettuato. In questo caso il consiglio è di selezionare almeno due testi, quelli che ci sembrano migliori e di portare avanti una semplice prova A/B: prendere il testo A e metterlo su un ads; prendere il testo B e metterlo in un altro ads. Dopodiché stabilire un budget minimo per entrambi i Facebook ads (dieci euro per esempio) e pubblicare le due versioni di prova, stando attenti a targetizzare precisamente l’audience: quello che funziona di più è il vincitore.

5. Quanto mi costi?

Ricorrere ai Facebook ads può essere molto utile, ma dev’essere chiaro l’obiettivo che abbiamo in mente: raggiungere un milione di visualizzazioni tra gli utenti, senza ottenere ‘mi piace’ sulla pagina o conversioni sul nostro sito di ecommerce non serve a nulla. Ecco perché bisogna sempre comparare l’investimento iniziale con i nostri obiettivi e soprattutto con i risultati finali: quanto mi è costato ogni click? A che percentuale è il click-through rate? Qual è il costo per ogni mille impression? Dopo aver considerato tutti i fattori, chiedersi: ne è valsa la pena?

Fonte: http://entm.ag/1GRFW6b 

(Photo Credit: Joe The Goat Farmer on Flickr)

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