Costi sito web parte III: content marketing, social media, SEO

Abbiamo visto quanto costa creare un sito web di base. Abbiamo visto quanto costa aprire un sito di ecommerce. Per completare il nostro percorso sui costi di un sito web, dobbiamo affrontare ancora due temi fondamentali: il content e il mobile. Oggi ci concentreremo sul primo.

Spendere tanti soldi per un sito web e poi non sfruttare le potenzialità dei contenuti, re indiscussi dell’era del web, non ha senso. È come aprire un bel negozio in centro e poi non metterci l’insegna, staccare la luce, licenziare i commessi e non distribuire nemmeno un volantino per promuoverlo. Con la differenza che il negozio in centro verrà comunque visto. Sul web, invece, se non sei indicizzato su Google e non ti promuovi attraverso email e social media, sei praticamente invisibile.

Ma cosa vuol dire creare contenuti per il web?

Costi sito web: il content marketing

Le definizioni di content marketing possono essere numerose. Simone Serni ne ha raccolte ben 15 in un post e tutte hanno un senso più o meno compiuto.

Una bella definizione di Keith Blanchard è questa:

Il content marketing è l’opposto della pubblicità: fornisce ai consumatori ciò che desiderano veramente, in modo funzionale agli obiettivi e agli ideali del brand, senza ficcare, a tutti i costi, il vostro logo nelle loro teste e senza distrarli dall’esigenza iniziale. L’evoluzione della pubblicità stessa in qualcosa di più efficace, più efficiente e meno sgradevole (citazione tratta da qui).

In questa breve citazione viene espressa tutta la complessità e la raffinatezza dei contenuti. Non è la classica réclame con cui si sponsorizzano i prodotti. Non è nemmeno un “semplice” contenuto editoriale che ha l’unico obiettivo di generare clic e quindi letture. È qualcosa che sta in mezzo a questi due poli. E in questo range di possibilità, ci passano tutti gli strumenti a disposizione di un content marketer di successo.

Email Marketing

Questa è probabilmente la forma di content marketing che più ricorda la pubblicità ‘classica’. Un messaggio viene trasmesso a una serie di utenti per la promozione di un prodotto, di un’offerta speciale, di un’opportunità, di un evento. L’email marketing però funziona solo con il ‘permesso’ dell’utente a differenza di quanto avveniva in passato. Il messaggio deve essere rilevante e personalizzato, altrimenti non funziona.

Storytelling

Raccontare una storia è la più antica forma di creazione di contenuti. Lo sapevi che i Millennials sono più interessati alla storia di un’azienda e di un prodotto piuttosto che alle sue caratteristiche specifiche e al prezzo? Per raccontare una storia che valga la pena leggere – o guardare – occorrono doti narrative marcate. Una bella storia, una storia d’impatto non si improvvisa.

L’essere umano pensa per metafore e impara attraverso le storie”, disse una volta Mary Catherine Bateson. Questo è ancora più vero, oggi, in un mondo letteralmente inondato di storie. Se la tua non funziona, le persone non ti ascolteranno.

Blogging

È la forma più ‘elementare’ di content marketing, anche se richiede fatica e applicazione costanti. Un blog aziendale che funziona deve rispondere alle esigenze informative/ludiche/esperienziali dell’utente target. Ma allo stesso tempo, deve dare l’immagine di un’azienda esperta, capace, d’ispirazione, con una bella storia da raccontare. Tutto chiaro, no?

Descrizione prodotti

Come abbiamo accennato nel capitolo sui costi di un ecommerce, la descrizione dei prodotti è fondamentale. Una descrizione completa comprende le cosiddette 5W del giornalismo: a chi è destinato il prodotto (who), quali sono i dettagli tecnici (what), dove (where) può essere utilizzato (indoor o outdoor), quando il prodotto viene utilizzato (when) e perché dovrebbero comprarlo (why). Tutto questo con il giusto tone of voice, rassicurando sulla necessità di acquistare proprio quel prodotto, facendo appello all’immaginazione dell’utente e invitandolo alla lettura, attraverso l’immaginazione. Insomma, non basta mettergli un titolo!

Visual

Il 90% delle informazioni trasmesse al nostro cervello è di tipo visivo e il 65% degli esseri umani impara attraverso contenuti visual. I contenuti sul web non possono prescindere dall’impatto visivo: video, infografiche, immagini, presentazioni, guide impaginate. Se non avete un grafico a vostra disposizione, dovrete procurarvene uno probabilmente! O, ancora meglio, potete trovare un content editor che abbia anche buone competenze grafiche.

SEO

Tutto quello che abbiamo detto finora deve seguire le regole della SEO, la Search Engine Optimization. I contenuti devono essere indicizzati sui motori di ricerca più comuni. Se non compari su Google, allora non esisti. O quasi. La SEO è in costante aggiornamento e un bravo content editor bilancia la leggibilità del testo con le specifiche tecniche necessarie all’indicizzazione.

Social Media

Ogni utente di Internet sul pianeta possiede in media 8 account sui diversi canali di social networking. Otto account. Se non siete degli specialisti del settore, difficilmente riuscirete a individuare la vostra audience in questo settore in continuo movimento. Le innovazioni sono praticamente all’ordine del giorno e si fa fatica a starci dietro se non si è sufficientemente preparati. La presenza su Facebook e Instagram non si improvvisa dall’oggi al domani.

Costi sito web: una stima per i contenuti

La volatilità dei costi per la content curation è molto alta. Le variabili sono ancora maggiori: i costi dell’attrezzatura per i video, per esempio, possono essere molto diversi a seconda delle esigenze dell’azienda. Così come la squadra per i social: in alcune situazioni può bastare un social media manager freelance, un team completo può invece essere composto anche da 5/6 persone, a seconda delle professionalità (community manager, social media editor, grafico, etc.), dei canali utilizzati, della frequenza di pubblicazione, etc.

Bisogna poi tener conto dei budget da investire. La pubblicità su social network e motori di ricerca, malgrado quello che si pensa comunemente, non è gratis: la concorrenza è ormai serrata e pensare di non spendere nemmeno un euro in promozione è ormai una chimera.

  • Content manager jr in house: a partire da 1000 euro nette/mese
  • Singolo contenuto semplice per blog aziendale: 0,05 €cent/parola
  • Singolo contenuto complesso per blog aziendale: 0,08 €cent/parola
  • Social Media Manager freelance: a partire da 500€/mese
  • Social Media Manager jr in house: a partire da 1000 euro nette/mese
  • Budget minimo ads Social Media/Motori di ricerca: 500€/mese

Ti sembrano eccessive? Ricordati sempre che una persona non qualificata produrrà un danno d’immagine molto maggiore rispetto alle poche migliaia di euro che si possono spendere per un professionista. Un investimento di qualità porterà un ritorno sul medio/lungo periodo che è difficile da ottenere su altri canali promozionali. Il web è una miniera di possibilità: bisogna però essere pronti ad accettare la sfida, mettersi in gioco. Facciamolo insieme.

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